Ricarica in azienda? Che domande farsi, che risposte darsi

Share

Ricarica in azienda, ci avete mai pensato? Forse la vedete ancora come una scocciatura, ma non è detto che non possa trasformarsi in un’opportunità. 
Ricarica in’azienda? Vivetela come un’opportunità…
I molti incentivi 2020 all’acquisto dell’elettrico hanno dato anche in Italia un notevole impulso all’acquisto di nuove auto a batteria. E il 2021, visti i numerosi modelli nuovi in arrivo, potrebbe essere davvero l’anno del boom. Forse da voi nessuno ha ancora ventilato l’ipotesi di uno più veicoli elettrici aziendali. Ma è molto probabile che a breve qualcuno bussi alla porta dell’ufficio risorse umane per chiedere la possibilità di ricaricare la propria auto personale al lavoro. Magari perché un vostro concorrente, vicino a voi, già lo fa. E, si sa le voci corrono…

Ricarica in azienda: Non è poi così complicato
Vediamo quali sarebbero i pre-requisiti indispensabili per installare una o più ricariche:
1. un parcheggio di proprietà
Se decidiamo di installare uno o più punti di ricarica, dobbiamo innanzitutto avere la possibilità di farlo su uno spazio di nostra proprietà. Nel caso di parcheggi all’interno di spazi in condivisione, come ad esempio in un condominio, è necessario comunicare all’amministrazione l’intenzione di procedere a tale installazione. Installazione che dovrà essere eseguita da un elettricista professionista. Il certificato di conformità dell’impianto rilasciato dall’elettricista dovrà poi essere trasmesso all’amministrazione.
2. un’adeguata potenza impegnata o la possibilità di un aumento dellastessa.
Ovviamente, nel momento in cui installiamo dei punti di ricarica, questi preleveranno energia elettrica dal nostro contatore. La potenza di assorbimento totale (dei punti di ricarica e delle apparecchiature già esistenti) dovrà essere uguale o inferiore a quella da contratto per la nostra utenza. Nel caso non lo sia, dobbiamo verificare con la compagnia elettrica fino a che punto ci possiamo spingere. Spesso non sono necessarie modifiche, soprattutto se i punti di ricarica che vogliamo installare sono pochi.
Cominciamo dalla soluzione più economica…
La Easy Wallbox (qui in versione Jeep), con design curato da Daze per FCA e Engie.A questo punto dobbiamo iniziare a pensare ai numeri. Desideriamo dotarci di uno o due punti di ricarica, ad esempio per garantire il “rifornimento” di una nostra citycar e di quella di un dipendente? Potremmo decidere di optare per un sistema molto semplice: acquistare un paio di wallbox indipendenti (dello stesso tipo che si acquistano per casa) e farle installare dal nostro elettricista di fiducia. Online il prezzo base per una wallbox da 7,4 kW (regolabile per funzionare fino a 1,4 kW) è di circa 500 euro + IVA. Il costo dell’installazione dipende dal posizionamento della wallbox e dalla distanza dal contatore, ma generalmente non supera i 250,00 Euro. Ecco un’esempio. Questo tipo di wallbox non nasce per essere inserita all’interno di un sistema composto da più punti di ricarica. Ma potrebbe comunque fare al caso nostro se non vogliamo investire denaro in qualcosa che ancora non comprendiamo a fondo. E potrebbe comunque bastare a garantirci un’agevole ricarica in azienda delle auto.
—-   Clicca qui per  uno sconto di 50 euro sulle wallbox Daze Technology. Offerta riservata ai lettori di Vaielettrico.it  —-
Come regolare i picchi di potenza: un esempio

Questo tipo di wallbox non comunica dinamicamente con il sistema nel quale è inserita. Pertanto dovremmo decidere a monte di impostarne la potenza massima di erogazione sulla base della disponibilità di potenza del nostro contratto di fornitura. Facciamo un esempio. Poniamo caso che il contratto preveda una potenza massima impegnata di 20 kW. E che l’illuminazione degli uffici, i computer e la sala server abbiano un assorbimento massimo di picco di 12 kW. Dovremmo in questo caso impostare le wallbox per funzionare a 3,7 kW di potenza ognuna. Che cosa succederà quando avremo entrambe le wallbox occupate da auto completamente scariche (e che quindi assorbono il massimo della potenza disponibile? In questo modo, anche in assenza di un sistema di bilanciamento dei carichi, ci garantiremmo comunque il funzionamento di tutte le utenze.
Ma 3,7 kW basterebbero?
Beh, ovviamente dipende dalle nostre necessità. Diciamo che, nel caso dell’esempio, abbiamo immaginato un paio di citycar elettriche. Quindi batterie che in media hanno una capacità attorno ai 30 kWh netti. Immaginiamo la situazione peggiore in cui entrambe le auto fossero completamente scariche e venissero messe in carica al mattino? 8 ore sarebbero sufficienti a ripristinarne completamente la batteria. Certo, abbiamo preso auto con batterie di dimensioni medio-piccole. All’aumentare della capacità delle batterie, aumenterebbero di pari passo i tempi. O, a parità di tempi, ripristineremmo un minor numero di km. Ma non è detto che questo non possa comunque essere sufficiente al nostro utilizzo. Vanno sempre fatti bene i conti. Ricordiamo ad ogni modo che la percorrenza media in Italia è attorno ai 12 km al giorno. E questo vale sicuramente nella maggior parte dei casi per i nostri dipendenti. O comunque, nulla ci vieta di offrire un servizio di ricarica a bassa o bassissima potenza.
Ricarica in azienda: e se volessi qualcosa di più smart?

Vogliamo “avventurarci” in una soluzione più smart, in grado di garantirci uno sfruttamento migliore della potenza a disposizione? Dovremmo dotarci di un sistema di wallbox con bilancio dei carichi. Si tratta di wallbox collegate in rete, in genere con una wallbox principale (detta master) e delle wallbox secondarie (dette slave). A loro volta connesse a un’unità di comunicazione con l’unità “uffici” o “produzione” della vostra azienda.
Obiettivo: sfruttare al massimo la potenza impegnata
Sfruttare al massimo la potenza impegnata della vostra fornitura in ogni singolo momento, garantendo al contempo le corrette priorità alle varie utenze. in sostanza si tratterebbe di una rete di wallbox connesse tra di loro. E a loro volta in comunicazione con un’unità che conosce l’assorbimento istantaneo delle altre utenze dello stesso contatore. In questo modo il sistema potrebbe essere istruito per garantire sempre e comunque l’alimentazione ad esempio di uffici e produzione aziendale. Lasciando la parte restante della potenza per le wallbox. Wallbox che a loro volta di dividerebbe democraticamente l’energia.
Un esempio pratico reale: 35 kW disponibili, 18 impegnati per gli uffici, e con il resto si ricaricano le auto
Ecco l’esempio di un impianto reale da poco realizzato.

Potenza impegnata da contratto fornitura: 35 kW, ad alimentazione di uffici (pc, (illuminazione, climatizzazione) con 28 postazioni di lavoro e una piccola sala server.
Potenza di picco impegnata dagli uffici: 18 kW.
Parcheggio riservato all’interno di un seminterrato condominiale dove sono state predisposte due wallbox con due uscite da (massimo) 11 kW ciascuna, e possibilità di estensione fino a un massimo di 16 wallbox (32 uscite totali).

Il sistema, che utilizza prodotti ABL, prevede una wallbox master e, al momento, una sola wallbox slave. A sua volta, la rete di wallbox, comunica con un’unità connessa all’“utenza uffici”. Questi ultimi hanno la massima priorità sul funzionamento. L’energia elettrica restante viene utilizzata per le wallbox.

Ricarica in azienda: un utilizzo intelligente dell’energia
Ma anche in questo caso in modalità dinamica. Nel caso in cui tutti gli uffici siano occupati al 100% e l’assorbimento sia quindi massimo, alle wallbox restano 17 kW. Nel caso in cui sia presente una sola auto in carica e questa sia scarica e in grado di accettare 11 kW, la ricarica avverrà a questa potenza. Almeno fino a quando non dovesse arrivare in azienda e collegarsi in carica un’altra auto nelle medesime condizioni. A quel punto le due auto avrebbero a disposizione sempre 17 kW, ma andrebbero automaticamente a spartirseli. Un sistema come questo garantisce un utilizzo più intelligente dell’energia. E’ inoltre dotato di un’interfaccia web attraverso la quale è possibile monitorare l’assorbimento di ogni postazione di ricarica e di ogni utente che si autentica sulla stessa. Questo permetterebbe, ove lo si volesse o ce ne fosse bisogno, anche la contabilizzazione dei kW ricaricati.
Ok, e quanto mi costerebbe? 15.309,82 euro + IVA, la metà o anche zero!
Per cablaggio, quadri, interruttori, protezioni, differenziali: (NETTO) 5.037,42 Euro
Ml. 5 CAVO FG16 5X25 € 26,16 € 130,80
QUADRO CONTENIMENTO DI PROTEZIONE € 430,00
INTERRUTTORE GENERALE 4X125A € 816,00
BOBINA DI SGANCIO 4 X 125A € 65,00
PROTEZIONE AUTOMATICA 4X32A € 186,40
PROTEZIONE AUTOMATICA 4X63A € 302,75
DIFFERENZIALE 4X40 A/003A € 478,74
DIFFERENZIALE 4X63 A/003A € 673,87
Ml. 60 CAVO FG16 5X6 € 6,80 € 408,00
Ml. 75 CAVO FG16 5X16 € 16,85 € 1.263,75
Ml. 25 TUBO PVC RK ø32 € 1,60 € 40,00
N° 3 SCATOLE DI DERIVAZIONE GRANDI € 35,00 € 105,00
Ml. 20 CAVO 2X1,5 € 1,20 € 24,00
Ml. 180 CAVO BUS RS 485 € 3,50 € 630,00
N° 1 ANALIZZATORE CONSUMO € 781,00
N° 3 TA TRASDUTTORI DI CORRENTE € 287,00
LORDO € 7.196,31
Per le wallbox: € 8.168,40
MASTER 2X11KW + SLAVE 2X11KW COMPLETA DI N° 10 SCHEDE DI ATTIVAZIONE + N° 4 CAVI DI COLLEGAMENTO TIPO 2
WALLBOX EMH3 TWIN 400V/32A 22KW (2X11KW) € 3.957,40
WALLBOX EMH3 SLAVE 400V/32A 22KW (2X11KW) € 2.782,00
ANALIZZATORE ENERGIA EM210 € 547,00
TA ROGOWSKI 20-4000A € 602,00
N° 4 CAVI DI RICARICO TIPO 2 LAK32 € 280,00
L’installazione: € 2.104,00 €
N° 24 ORE LAVORO OPERAIO SPECIALIZZATO € 36,50 876,00 €
N° 24 ORE LAVORO OPERAIO QUALIFICATO € 34,50 828,00 €
PROGRAMMAZIONE E TARATURA WALLBOX € 400,00 400,00 €
Ricarica in azienda e Superbonus 110%: quando vale
L’Articolo 119 comma 8 del decreto rilancio introduce il Superbonus del 110% anche per le colonnine di ricarica di veicoli elettrici. Valido per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Ripartibile in cinque quote annuali (o da scontare in fattura o da cedere come credito d’imposta), se l’installazione viene eseguita in abbinamento a interventi trainanti. Quali? per esempio isolamento termico, sostituzione di impianto di climatizzazione invernale). Le spese di installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici possono beneficiare anche dello sconto in fattura o della cessione del credito. Anche nel caso della detrazione del 50%, introdotta dalla Legge di Bilancio 2019.

SECONDO NOI – Se anche al momento non avete in programma di investire in veicoli aziendali elettrici. E se ancora nessuno dei vostri dipendenti è venuto a bussare alla porta per chiedere di poter ricaricare la propria auto elettrica in azienda… Questa della ricarica in azienda potrebbe essere comunque un’ottima opportunità per fidelizzare i vostri dipendenti (e/o clienti). E anche per incentivare una scelta ecologica. A preoccuparvi sono i costi dell’energia elettrica? Considerate che potreste decidere di limitare al minimo la potenza erogata, con una spesa a dipendente che potrebbe non superare i 50,00 Euro al mese. Pur garantendo per il dipendente un servizio dal valore percepito molto più alto. Senza contare che in molte aziende ci sono impianti fotovoltaici, la cui produzione supera a volte le necessità.
L’articolo Ricarica in azienda? Che domande farsi, che risposte darsi proviene da Vaielettrico.

Continua la lettura per Ricarica in azienda? Che domande farsi, che risposte darsi selezionato da Vaielettrico.it in data 21 February 2021

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *