Parte Mission T, la sfida della Volkswagen a Tesla

Share

Parte Mission T, la sfida Volkswagen a Tesla. A lanciarla il numero uno del colosso tedesco, Herbert Diess, in un lungo post pubblicato su Linkedin.
Parte Mission T, il presidente Diess:  “Quel che sappiamo fare non basta più, anzi…”
Herbert DiessDiess inizia la su analisi con la responsabilità che sente di avere: guidare un mega-gruppo da 11 milioni di veicoli venduti ogni anno nella più grande trasformazione della storia. In ballo ci sono 670 mila posti di lavoro con 12 marchi, tra auto, moto e mezzi pesanti. Più migliaia di azionisti e un sindacato interno che vuole avere voce in capitolo nelle decisioni strategiche. Sotto la guida del grande Ferdinand Piech, il management interno era stato addestrato alla competitività, anche interna all’azienda. Ma oggi la “unique expertise” nel costruire automobili tradizionali bon basta più a proteggerti in tempi di grandi cambiamenti. Anzi, potrebbe persino essere un fardello. “Vivo come mia responsabilità guidare la nave nel futuro, la più grande sfida della mia carriera“, confessa Diess. Oggi, dice, le emissioni delle auto del Gruppo Volkswagen in circolazione sono circa l’1% delle emissioni globali complessive di CO2. Quindi il colosso di Wolfsburg ha una responsabilità particolare.
Parte Mission T:  Volkswagen? Una digital company
La transizione verso le emissioni zero, secondo Diess, si farà in circa 10 anni, che ci sia la Volkswagen o no. Per compierla, bisogna elettrificare le auto. Tenendo conto che l’intelligenza artificiale, con la guida autonoma, renderà le macchine “incredibilmente più sicure e convenienti”. Ma per vincere questa sfida serve un cambiamento radicale. Un gruppo famoso per i suoi marchi (Audi, Porsche…) e per i suoi motori, si deve trasformare in una digital company. Capace di gestire e dialogare con milioni di “computer con le ruote”, fornendo servizi e assistenza.
Un’altra immagine della  Volkswagen ID.3, davanti alla Porta di Brandeburgo, a Berlino.Ma non è facile cambiare l’inerzia di complicate procedure interne sviluppate nell’arco di decenni. Affrontare il nuovo che avanza è molto più facile per una start-up che per un’azienda che vive di processi in parte antiquati. È per questo che, quando ha preso la guida della Volkswagen dopo il Dieselgate, Diess ha trovato un’azienda ancora indietro nell’elettrificazione dei suoi modelli. Ed ha iniziato una rivoluzione nella quale vuole che tutti i manager siano al suo fianco.
Il prossimo anno altri 10 nuovi modelli elettrici

Diess racconta che si è avvalso della consulenza del prof. Erdmund Malik e del suo modello di management, Syntegration. Dopo lo scandalo delle emissioni truccate, il Gruppo Volkswagen attraversava un momento molto difficile. Il nuovo numero uno radunò i 42 top manager della prima linea e girò loro la prima domanda posta da Malik: “Che cosa dobbiamo fare nei prossimi 3-5 per avere visibilità su quel che dobbiamo fare per usare la crisi come un trampolino di lancio verso l’auto del futuro?“.  Da quello e da incontri successivi nacque la ‘Transform 2025 – Strategy for the New Volkswagen’.

Foto-ricordo della prima riunione di 42 top-manager in cui Diess impostò un radicale cambiamento in Volkswagen.

La decisione fondamentale fu di non usare la piattaforma su cui si basava la produzione delle auto del gruppo, la MQB, per i nuovi modelli elettrici. Optando per una nuova base tecnica dedicata, la MEB, che massimizzasse i vantaggi dell’elettrico. Risultato: l’anno prossimo 5 marchi del gruppo lanceranno 10 nuovi modelli basati su questa piattaforma. E anche la Ford ha deciso di adottate la MEB per la sua gamma elettrica.
Tesla, un modello per velocità e sviluppo dei software
Per finanziare questo cambiamento, sono state messe in auto diverse misure. La gamma è stata ri-orientata sui veicoli più remunerativi, i Suv. È stato ridotto il personale, senza licenziamenti, ma con massicci pre-pensionamenti. E si è snellita tutta la struttura del Gruppo. La strategia è stata divisa in tre fasi e ora si conclude la prima, con il ritorno a consistenti margini di profitto e il lancio dei nuovi modelli elettrici basati sulla MEB. Ma adesso viene il bello, con target di sostenibilità sempre più ambiziosi, che accelerano il cambiamento.
Foto-ricordo dell’incontro tra Herbert Diess ed Elon Musk di Tesla, voltosi in Germania a settembre.Anche perché ci sono nuovi concorrenti  come Tesla, “che stanno accelerando la trasformazione e fissando nuovi standard.” E la strategia “Mission T”, nata in aprile, serve proprio a questo: a riacciuffare Tesla sul suo terreno. Il prof. Malik è entrato di nuovo in campo con un nuovo  workshop ristretto a31 senior executives di Volkswagen, Audi e Porsche. Tre giorni per capire come competere con un’azienda senza alcuna tradizione nell’auto, focalizzata esclusivamente sul futuro e nata nella Silicon Valley. Quindi con grandi expertise nello sviluppo dei software e della tecnologia in genere. E con una cultura del rischio estranea alle Case storiche dell’auto.
— Leggi anche: il capo della Volkswagen e Elon Musk di Tesla, quasi amici.
Obiettivo: entro il 2024 competere la tecnologia Tesla
Questa volta la domanda posta da Malik fu: “Che cosa dobbiamo fare nei prossimi sei mesi per poi raggiungere Tesla sul piano tecnologico entro il 2024?”. La risposta fu di accrescere la potenzialità nel software a un ritmo molto più rapido. Unendo strutture software e hardware nell’Audi nel Progetto Artemis, una nuova business- unit.

L’ultima riunione dei top manager del Gruppo VW (foto dal profilo Linkedin di Herbert Diess).C’era bisogno di rendere le decisioni più veloci, di sburocratizzare, con una maggiore propensione al rischio, come nelle start-up come Tesla. In Volkswagen, spiega Diess, se ne sono resi conto proprio nello sviluppare i nuovi modelli nati sulla MEB.  È stata disegnata una nuova organizzazione, operativa da ottobre, con una visione dello status quo e obbiettivi condivisi. Artemis e lo sviluppo del software sono le fondamenta del cambiamento che trasformerà le auto VW in strumenti digitali. Garantendo ai clienti opportunità senza precedenti in sicurezza, sostenibilità e comfort.

Non solo elettrico: la grande sfida della guida autonoma
In conclusione: Diess vede per l’automobile un futuro “eccitante e affascinante”. Lui stesso ha cambiato il suo approccio: più diretto, informale, empatico. Entro 10 anni avremo sulla strade le auto a guida autonoma. E questo, assicura il numero uno della Volkswagen,  creerà immense opportunità, persino per le persone ammalate e i bambini. Per molti costruttori il viaggio verso questo cambiamento sarà molto sfidante, un’impresa nella quale la Volkswagen è convinta  invece di poter aver successo. A patto che la trasformazione venga vissuta come un’opportunità. Nei prossimi 10 anni, conclude Diess, l’azienda di maggior valore al mondo sarà nuovamente una mobility company.

L’articolo Parte Mission T, la sfida della Volkswagen a Tesla proviene da Vaielettrico.

Continua la lettura per Parte Mission T, la sfida della Volkswagen a Tesla selezionato da Vaielettrico.it in data 29 November 2020

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *