Un po’ d’Italia nel mega-progetto elettrico di Evergrande

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Un po’ d’Italia nel mega-progetto elettrico di Evergrande. Il colosso cinese delle costruzioni ha deciso di buttarsi nella mobilità elettrica con il marchio Heng Chi. I piani sono grandiosi: arrivare a produrre 5 milioni di veicoli elettrici nei prossimi dieci anni. Partendo praticamente da zero.
Un po’ d’Italia nella gamma miliardaria Heng Chi
Un’immagine del grande meeting organizzato da Evergrande in Cina con fornitori da tutto il mondo.Il primo veicolo Heng Chi dovrebbe essere presentato l’anno prossimo, per poi andare in produzione dal 2021. Ma per arrivare a costruire un’intera gamma, gli uomini del presidente Hui Kayan hanno girato al mondo per ingaggiare i migliori fornitori dell’automotive. Oltre ai partner iniziali (FEV Group, EDAG, IAV Group, AVL e Magna), già a settembre era stato annunciato che anche Bosch, Magna, ThyssenKrupp, Continental, ZF e BASF erano saliti a bordo. In tutto una cooperazione strategica con non meno di 60 fornitori, senza dimenticare che Evergande ha già investito 3 miliardi di dollari nell’acquisizione della ex Saab. L’azienda svedese, ora ribattezzata NEVS (National Electric Vehicle Sweden) fungerà da base per la produzione destinata all’Europa. Ma tra i tanti partner non poteva mancare un po’ di made in Italy, i cui top manager non hanno voluto mancare al grande evento che si è tenuto in Cina ai primi di novembre. Il Global Strategic Supplier Summit di Evergrande, con 1.100 ospiti, tra amministratori delegati e dirigenti di circa 200 aziende del settore.
La linea di produzione dello stabilimento ex Saab acquisito da Evergrande in Svezia. Foto: HandoutTenendo presente che Evergrande non si limita ad accordi di fornitura, ma spesso acquista le aziende con cui vuole lavorare. Tra gli altri ricordiamo l’acquisto del 20% della casa automobilistica svedese Koenigsegg. O la joint venture con la società tedesca Hofer per lo sviluppo e la produzione di trasmissioni elettriche. O l’acquisito dei diritti di proprietà intellettuale sulle piattaforme 3.0  dalla Benteler e dal gruppo FEV.
1-  Pininfarina con un’intesa strategica
Pietro Silvio AngoriUn accordo strategico l’azienda torinese ed Evergrande è stato firmato a Shenzen da, ad di Pininfarina, e Hui Kayan per Evergrande Group. Ma è solo l’estensione di un contratto già firmato in precedenza. Per fare cosa? Per sviluppare congiuntamente la gamma di nuovi modelli, non solo nel design, ma anche nell’ingegneria di prodotto e nella Ricerca & Sviluppo. Alcune settimane prima della firma, Hui KaYan era stato in visita a Cambiano, quartier generale dell’azienda italiana (che oggi fa parte del Gruppo Mahindra&Mahindra), incontrando il presidente Paolo Pininfarina.
2- ICONA con i suoi veicoli a guida autonoma
Al Global Strategic Supplier Summit di Evergrande c’era anche Enea Colombo, General Manager di ICONA Design Group. Tra i punti forti di Icona, spiega un comunicato, “l’essersi spesso cimentata in progetti e concept di veicoli elettrici e a guida autonoma con un forte contenuto innovativo”.
Enea Colombo di IconaCome Nucleus, Space-pod per Meituan e il mezzo logistico per JD.com. Il gruppo ICONA conta oltre 120 designer, modellisti, ingegneri e project manager di 21 diversi Paesi, con uffici a Shanghai e Los Angeles oltre all’headquarter di Torino. Nel 2018, i ricavi hanno superato i 23 milioni di euro. Presidente e ad è Teresio Gigi Gaudio.
3- Di Carlo (EDAG), l’italiano di Germania
EDAG è uno dei main partner di Evergrande nel progetto dell’auto elettrica. Ed è un gruppo tedesco di ingegneria con 50 anni di storia e oltre 8.600 dipendenti, partner del gruppo cinese fin dall’avvio del progetto. Ma il numero uno è l’italianissimo Cosimo Di Carlo,  con studi universitari a Roma
Cosimo Di Carlo, numero uno di EDAG.e una carriere poi in giro per il mondo. Di Carlo ha postato su Linkedin (clicca qui) una foto e una breve cronaca del suo intervento al  Global Strategic Supplier Summit di Evergrande . Scrivendo: “Il potere sta nel mezzo, recita il detto popolare. Per l’industria automotive questa goccia di saggezza andrebbe leggermente corretta: Il potere sta nel Regno di Mezzo, Zhongguo“. Intendendo la Cina, naturalmente.
— Leggi anche: la piccola Sion sarà prodotta in Svezia nell’ex SAAB
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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