Scontro Italia-Francia: ci rimettiamo tutti

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Non sarà sfuggito a chiunque si mantenga un minimo informato sugli avvenimenti il recente e notevole inasprimento politico dello scontro fra Italia e Francia. Quando i governi litigano, ci sono sempre delle conseguenze per le loro nazioni. Non vogliamo entrare nei meandri delle questioni strettamente politiche, non è il nostro settore. Vogliamo però evidenziare l’importanza delle relazioni economiche esistenti fra noi e i nostri vicini al di là delle Alpi Occidentali. Rapporti commerciali e industriali di alto valore che si traducono in profitti per le imprese e gettito fiscale per lo Stato. Cioè in posti di lavoro e la possibilità (teorica e pratica) di avere minori tasse e/o migliori servizi pubblici. Quindi alterare o, nella peggiore delle ipotesi, distruggere questo delicato equilibrio potrebbe creare problemi molto gravi: per noi. Cerchiamo di saperne un po’ di più in queste righe, soffermandoci naturalmente sul settore automobilistico.

 

Gli scambi commerciali tra Italia e Francia

Prima illustriamo in pillole la situazione generale. Che la nazione transalpina sia fondamentale per l’economia italiana è innegabile. La Francia rappresenta il secondo mercato di esportazione per le imprese italiane, subito dopo la Germania. Le imprese esportatrici sono quelle che funzionano meglio, perché sottoposte alla concorrenza internazionale e quindi costrette ad essere efficienti e competitive; generano più profitti e quindi, oltre a finanziare in misura significativa i servizi della pubblica amministrazione tramite tasse e imposte, sono in grado d’investire maggiormente, creando più posti di lavoro e offrendo maggiori opportunità per guadagnare stipendi migliori. Inoltre il fatto di funzionare meglio significa minore necessità di ricorrere agli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione; misure, queste, che paghiamo tutti di tasca nostra attraverso le tasse.

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Scontro Italia-Francia: ci rimettiamo tutti pubblicato su Autoblog.it 12 febbraio 2019 15:00.

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